Non sono certo io a scoprire i Solis String Quartet, musicisti affermati di livello internazionale, ma il concerto di ieri sera a Sant’Agnello è stato un qualcosa di eccezionale e per me, che causa lavoro perdo quasi tutti gli appuntamenti estivi, è stata occasione per immergermi in uno “stato superiore”.
Ho assistito a spettacoli dei Solis in più occasioni, anche pochi giorni fa a Sorrento con Peppe Servillo (lo ammetto, sono un fan, se così si può dire non intendendo all’accezione abbreviativa di fanatico), e ho sempre apprezzato la loro capacità di coralità, di esaltazione dell’insieme.
Ieri sera sono riusciti pienamente a ribadire questa concezione musicale, valorizzandola consapevolmente con le note illimitate dei loro archi magistralmente pensate e interpretate, riuscendo a fondere in un contrappunto ritmico armonico l’originalità e la personalità del loro essere artisti.
L’alta espressività e l’affiatamento di trent’anni vissuti di “non solo musica” insieme, traspare dal loro guardarsi e sentirsi sul palco, mostrandosi al pubblico come mente e corpo unico, riuscendo a far percepire ed esaltare ogni singola sfumatura.
Insomma, sono stati entusiasmanti e devo dirlo, da “Solis” sono veramente loro: immensi.
E a confermarlo per me non sono stati gli scroscianti applausi del numerosissimo pubblico affluito, ma il volto di ogni singola persona uscito dalla stracolma Chiesa dei SS Prisco e Agnello in cui si è tenuto il concerto; ebbene su ciascuno di quei visi si potevano leggere i sorrisi spontanei, a conferma delle comuni sensazioni di soddisfazione, di serenità, di appagamento; è la consapevolezza di aver assistito a uno spettacolo da portare sempre con sé, giacché resterà impresso indelebile nell’anima.
29 dicembre 2022
STRE-PI-TO-SI
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